Splendida imperfezione – Il primo amore di casanova

La recensione di Splendida imperfezione - Il primo amore di Casanova, di Michiel Van Erp, a cura di Francesco Parrino.

Ambientato nella metà del Settecento tra il Veneto e l’Olanda e basato su eventi reali, il film segue la storia di Lucia (Dar Zuzovsky), primo amore e promessa sposa del giovane Casanova (Jonah Andre Hauer-King). Irrimediabilmente sfigurata dal vaiolo, Lucia fugge e abbandona Giacomo per paura di ostacolare i suoi ambiziosi progetti di scalata sociale. Sedici anni dopo, ad Amsterdam, dove è diventata una cortigiana famosa per il misterioso velo che le nasconde il volto, Lucia incontra di nuovo Casanova, trasformatosi nel frattempo in un cinico donnaiolo. Questi la corteggia senza riconoscerla e tra i due comincia un pericoloso gioco di seduzione che spingerà Lucia a ritrovare se stessa, correndo il rischio di perdere tutto.

Liberamente ispirato a In Lucia’s Eyes, best-seller di Arthur Japin, e presentato in anteprima mondiale al Film Fest Gent 2024, Splendida imperfezione – Il primo amore di Casanova, arriva al cinema con Kino Produzioni a partire dal 21 agosto. Alla regia c’è Michiel Van Erp che ai più dirà poco ma che gli abbonati Netflix ricorderanno per Dalla paura all’amore, del 2023, meglio noto a livello internazionale con l’evocativo (e cinefilo) Stromboli. Ma non è il caso di arrivare a scomodare che il grande Roberto Rossellini per parlare della produzione filmica del regista nativo di Eindhoven, i cui documentari dei primi anni Duemila ci dicono da sempre essere attratto dalle vite di figure storiche poliedriche. Ovvero Op handen gedragen (il Principe Claus dei Paesi Bassi), Op zoek naar de Heilige Tijd (Connie Palmen), Nu (Sylvia Kristel) e On Beauty and Fall e The Legacy (Erwin Olaf).

Per non parlare di Ramses, miniserie in quattro parti sulla vita i tormenti del leggendario cantante olandese Ramses Shaffy, candidata agli International Emmy Awards 2015. Quindi proprio Splendida Imperfezione, che vede Van Erp partire dal peso della figura storica di Giacomo Casanova per poi lasciarlo lì, sullo sfondo del già noto e già raccontato, per affidare la coscienza del racconto alla dimensione di Lucia sulla scia dell’opera originaria di Japin. Una figura femminile forte e indipendente, sempre in bilico tra sensualità e razionalità, ma che come ogni essere umano si trova costretta a fare i conti con il volere del caso. Su di lei Van Erp costruisce un’opera intima e profonda, tutta giocata di scambi dialogici densi avvolti in immagini evocative, i cui salti temporali tra passato e presente in montaggio morbido sono testimonianza dell’evoluzione caratteriale dei suoi protagonisti. O per dirla in altri termini: delle conseguenze delle loro azioni.

“L’amore capita e basta”, dice a un certo punto la Lucia di una brava Zuzovsky in una delle linee dialogiche più forti di Splendida Imperfezione, ma che succede – e da qui la ratio dell’opera di Von Erp – se quando capita gli si volta le spalle? Casanova, da promesso sposo innamorato, diventa un impenitente seduttore che di conquista in conquista, cerca solo di mettere una toppa al suo cuore spezzato. Lucia, da giovane donna illibata e pura, è costretta a scendere a patti con il mondo nelle vesti di prostituta bendata orribilmente deturpata dalla peste. È un melò, insomma, seppur sapientemente vestito dei panni di dramma storico nella sua cornice di genere, ma pur sempre un melò. E come tale, tutto ci viene restituto in immagine caricato a dovere di un pathos esasperante e costruito che però funziona ed emoziona come solo le grandi e tormentate storie d’amore sanno fare. Non aspettatevi un capolavoro capace di rivoluzionare il genere, però, Splendida Imperfezione è concepito come prodotto da piccolo schermo prestato al grande, ma ciò non significa non debba essere meritevole della vostra attenzione.


di Francesco Parrino
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