Il Premio della Critica SNCCI a Inventa un Film
Io e il secco, di Gianluca Santoni, vince il Premio della critica SNCCI a Inventa un Film.
Alla 27esima edizione del Festival Internazionale Inventa un Film di Lenola, la giuria composta da Roberto Baldassarre, Paola Dei e Catello Masullo del Sncci ha assegnato il Premio della critica SNCCI (organizzato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani in collaborazione con Afic – Associazione Festival Italiani di Cinema) per il miglior film a Io e il secco di Gianluca Santoni, con la seguente motivazione:
Un buddy movie e un’opera di formazione che mette in luce le conseguenze della violenza domestica sulla psiche infantile, con una narrazione che bilancia realismo e elementi fantastici. Il regista Gianluca Santoni realizza un miracolo di equilibrio dei toni, sempre in punta di piedi sul crinale della sua storia, senza mai scivolare verso il dramma da un lato e verso la commedia dall’altro e mantenendo sempre un sottotono favolistico, poetico, disperato, ma anche ironico, che finisce con il prevalere su tutto.
Attribuisce anche una Menzione Speciale al film Nero di Giovanni Esposito, con la seguente motivazione:
Un film che trasuda “napoletanità”, da tutti i pori, spinta come da una incontenibile pressione osmotica. Ne è intrisa nel realismo magico, nel misterico, nel degrado profondo di condizioni socio-economiche al contorno che rendono impossibile una “vita normale” (magnificamente scolpito dalla luce impareggiabile di Daniele Ciprì), nel grottesco, nel surreale. Ma anche nell’ironia amara, che sconfina, spesso, in un gustoso tragicomico. Una metafora potente quella di perdere un senso ogni volta che si salva qualcuno. Fa comprendere il sacrificio e il costo emotivo e fisico che chi salva sopporta per aiutare gli altri. È un po’ cristico e affronta il tema della redenzione in luoghi tutt’altro che spirituali. L’idea è originale e trasforma un concetto spirituale e filosofico in gesti e immagini semplici, di grande cinema. Come nella canzone “Felicità” di Lucio Dalla, che nel film sottolinea come, anche tra le difficoltà, ci siano momenti di pura gioia e speranza, rendendo ancora più potente il messaggio di ricerca di senso.
di Redazione