Lo scuru
La recensione di Lo scuru, di Giuseppe William Lombardo, a cura di Mariangela Di Natale.
Un viaggio tra realtà e soprannaturale, tra sacro e follia. Ma anche un thriller intimo, che cerca la verità nascosta dentro l’animo umano. Lo Scuru, sorprendente opera prima di Giuseppe William Lombardo, nelle sale italiane dal 23 febbraio 2026 e menzione speciale Nuovi Sguardi al Tertio Millennio Film Festival 2025 di Roma, è un raro e potente esempio di “gotico mediterraneo”, capace di unire analisi interiore e superstizione, rituali e religiosità al limite dell’esaltazione.
Tratto dall’omonimo romanzo di Orazio Labbate, il film (con la sceneggiatura di Pietro Seghetti) si muove tra i paesaggi brulli e magnetici della Sicilia, “terra di contrasti”, sospesa tra luce e oscurità, tra dubbi e macerazione. Girato in un bianco e nero intenso e controverso sul confine tra realtà e mito, che richiama apertamente le fotografie di Ferdinando Scianna, Lo Scuru segue Raz (interpretato da Fabrizio Falco) un giovane tormentato da una diagnosi di schizofrenia e da visioni oscure che lo spingono a tornare nella sua terra natale, per trovare l’origine dei suoi mali.
Un dramma personale che si confonde con quello collettivo di una Sicilia evocativa, dai luoghi radicati dove la terra, i riti e la memoria comune custodiscono ancora spiriti e credenze popolari. Il regista palermitano gioca sapientemente con il chiaroscuro, “specchio stilistico dell’anima”, alternando esterni aridi e luminosi a interni cupi e geometrici, “dove la luce e il nero del lutto convivono insieme”.
La fotografia di Sara Purgatorio e le scenografie di Paolo Previti sono celebrate per visionare ed evidenziare il disagio psicologico del protagonista. Le musiche di Santi Pulvirenti, interiormente siciliano come il regista, sostengono efficacemente la tensione narrativa e riconducono a sonorità profonde e ancestrali. La performance di Fabrizio Falco è centrale nel supportare lo stato emotivo del racconto, affiancato da attori di rilievo come Fabrizio Ferracane e Daniela Scattolin. La pellicola (distribuita da Academy Two, con il supporto di Sicilia Film Commission) che ha già attirato l’attenzione dei festival dal Tertio Millennio Film Fest all’Efebo d’Oro 2025, rinsalda la notorietà di Lombardo, come autore capace di unire cinema e letteratura, mostrando come il mondo contemporaneo si intrecci ancora oggi con archetipi e simbolismi universali.
di Mariangela Di Natale