The Drama
La recensione di The Drama, di Kristoffer Borgli, a cura di Gianlorenzo Franzì.
Commettere un omicidio è moralmente uguale a prepararsi a commetterlo?
Uno degli assunti filosofici più dibattuti di sempre è lo spunto di partenza del terzo film di Kristoffer Borgli (e il secondo prodotto in America) che continua ad avere come obiettivo provocare disturbo e disagio nello spettatore per tramite dei suoi personaggi, per mostrare la realtà più dissestata; questa volta accantonando un po’ la comedy per accentuare il lato dark.
Il moralismo a tratti ingombrante di Sick of Myself si trasforma, in The Drama, in un continuo mettere a confronto il pensiero etico con la realtà -e ne è prova il finale, forse scontato nel suo romanticismo un po’ d’accatto ma alla fine, se ci si riflette, unica via d’uscita a voler seguire la logica.
The Drama vive dei suoi contrasti, e confonde interrogativi e lacerazioni morali in una storia narrativamente lineare che riceve in eredità da quel gioiello disconosciuto che è stato Dream Scenario i lampi onirici a volte divertenti ma sempre allucinati, mentre vuole raccontare l’attualità americana come nervo scoperto; e lo fa senza puntare il dito, semplicemente scoperchiando un vaso di pandora che è sentimento vivo e drammaticamente inciso a sangue nella cultura della violenza a stelle e strisce.
Borgli continua a voler raccontare storie di banalissima routine nelle quali innesta sconvolgenti dinamiche emotive e relazionali: e allora il suo film diventa un lucido, divertito ritratto dei malanni dell’America di oggi e di provincia, nei quali riflette dilemmi etici non consolabili attraverso l’inedita ma brillante coppia di Zendaya e Robert Pattinson. Perfetti nelle loro discrasie, nel non combaciare, con i loro sguardi fuori fuoco, e perfetti nel descrivere la natura innegabilmente destabilizzante sia dell’amore sia dei compromessi con cui bisogna lottare giorno per giorno che vengono da una filosofia altissima e lontanissima ma che intride i gesti più comuni.
Lo sguardo scandinavo di Borgli si spinge ancora più in là, intersecando in maniera equilibrata ogni sottotesto con i due protagonisti che si espongono per riuscire ad integrarsi (l’afroamericana Emma ha un bisogno ontologico di appartenere alla comunità sociale in cui si muove, il londinese Charlie combatte contro la sua natura repressa e riservata a costo di far prima implodere poi esplodere tutto).
The Drama, summa di tutto questo, è una lettura sociologica appassionata di un’America allo sbando, dove le armi sono appese in salotto e giorno per giorno si calpesta il proprio senso morale per un’ansia normalizzante sempre più paralizzante.
di Gianlorenzo Franzì