Mario Tobino, per le antiche mura

La recensione di Mario Tobino, per le antiche mura, di Maria Erica Pacileo, a cura di Ignazio Senatore.

Proiettato nell’ambito del Lucca Film Festival, il doc Mario Tobino, per le antiche mura è diretto da Maria Erica Pacileo. La regista ricorda come Tobino, dopo un’adolescenza turbolenta, per coltivare ancor più la sua passione per la letteratura, volesse iscriversi alla Facoltà di Lettere ma, il padre farmacista lo spinse a intraprendere la Facoltà di Medicina.

Anni dopo Tobino divenne amico del pittore Giorgio Morandi e a Firenze incontrò Ungaretti e Montale. Dopo aver scelto di non sposarsi, né di avere figli, divenuto psichiatra, Tobino trascorse la vita in un’austera e spartana stanzetta del nosocomio, arredata con un letto e una scrivania sulla quale campeggiava una macchina da scrivere. Fatale il suo incontro con Paola Levi, già separata da Adriano Olivetti e sorella di Natalia Ginsburg. Levi introdusse Tobino nei salotti letterari che contano e restò tutta la vita al suo fianco.

Il doc procede in maniera piana, senza guizzi, arricchito dalla voce narrante di Luca Lazzareschi che legge dei brani tratti dai romanzi dello psichiatra-scrittore. Tra gli intervistati, spiccano i ricordi di Isabella Tobino e Michele Zappella, nipoti di Tobino e quelli di alcuni psichiatri che sottolineano la modernità del suo pensiero.

Anche se sono ricordati i suoi romanzi, il Tobino scrittore è messo più nell’ombra. Stranamente, la regista non fa riferimento al film Per le antiche scale, tratto dal romanzo più famoso di Tobino, e diretto nel 1975 da Mauro Bolognini, interpretato da Marcello Mastroianni, Francoise Fabian, Lucia Bosè, Barbara Bouchet e Adriana Asti, e accenna vagamente all’ipotesi che Fellini aveva accarezzato l’idea di trarre un film dal romanzo di Tobino Le libere donne di Magliano. Colonna sonora di Artlist.


di Ignazio Senatore
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