Scary Movie 6

La recensione di Scary Movie 6, di Michael Tiddes, a cura di Roberto Baldassarre.

Se Scream ha raggiunto quota 7, tra rilancio della saga/franchise per le nuove generazioni ed effetto nostalgia per gli “anziani” fan, ecco lo scavezzacollo tallonamento di Scary Movie, che compie il traguardo del sesto capitolo. Famigerata parodia di Scream, a cui si aggiunge ogni volta un frullato di altre disparate scimmiottature filmiche, Scary Movie 6, diretto da Michael Tiddes, ha quasi lo stesso obiettivo del recente film di Kevin Williamson. Se il principale proposito permane quello di far sbellicare dalle risate gli spettatori, il secondo leitmotiv produttivo è centrarsi sulla reunion del cast e degli autori originali. Un agguerrito rilancio del franchise ma che alla fine rimane soltanto una volgare goliardata. L’irriverenza comica dello script è soltanto gratuita scatologia – come ben evidenzia l’incipit – tra citazionismo cinefilo a più non posso e battute frammiste di parolacce e termini sessuomani.

Conclamata cifra stilistica della ditta Wayans, qui al gran completo generazionale, ma ormai stancante e finanche disturbante. Il loro modo di porsi pare quella di quegli adolescenti che, per sembrare dei tipi duri e ganzi, inframmezzano le frammentarie frasi con insistita coprolalia (es. la sequenza di Brenda che accompagna i figli a scuola); oppure prendono una foto (da una rivista, da un libro od ormai da internet) e ci disegnano dei cazzettini o delle nuvolette con blasfemie (la sequenza animata o il finto trailer post film). Non è una critica plasmata dal giogo dell’imperante Woke e, anzi, da questo punto di vista i Wayans andrebbero stimati per la loro irruenza “dissacrante” che se ne infischia bellamente delle buone maniere, ma è una semplice costatazione sull’inutilità e futilità di questo eccesso di umorismo greve. Non a caso la parodia più bella, veramente irriverente e centrata, presente in Scary Movie 6 è totalmente avulsa dalla trama. Ovvero l’implacabile stoccata contro l’oleografico biopic Michael (2026) di Antoine Fuqua. Questi problemi di consistenza e di fattura umoristica, però, si palesavano sin dal primo capitolo e anche nelle altre parodie realizzate dai Wayans. Non a caso l’unico capitolo riuscito dell’intero franchise è Scary Movie 3 – Una risata vi seppellirà (2003) a firma David Zucker. Al netto della solita rozzezza comica, la sceneggiatura, basata sugli stilemi originali, era imbastita da Craig Mazin e Pat Proft, ambedue senzienti su come dosare lo humour grezzo.

Con l’aggiunta dell’esperta regia comica di Zucker, capace di cosa mettere in risalto e cosa lasciare sullo sfondo. In Scary Movie 6, concentrato di sberleffi cinefili recenti (Weapons, il serial Mercoledì, The Substance, ecc.) manca anche di una risoluta regia. Michael Tiddes, avvezzo alle parodie e consolidato compare dei Wayans, posiziona tutto in risalto per sottolineare maggiormente la gag, ma ciò risulta soltanto un’inutile strombazzata della medesima. Pertanto, oltre al riuscito scherno a Michael (molto probabilmente perché di breve durata), soltanto due o tre battute e/o scene riescono ad essere funzionali.


di Roberto Baldassarre
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