CIAO, BRUNO. Il ricordo di Franco Montini
Dietro Bruno Torri si celavano diverse identità: il critico, il saggista, il docente, l’organizzatore culturale. Tante, diverse interpretazioni della moderna figura dell’intellettuale, capace di esprimersi in svariati modi per difendere e promuovere al meglio il cinema d’autore e i film di qualità, rivendicandone il valore economico, oltre che culturale.
La passione, il rigore, senza che per questo venisse mai meno la sua sottile, naturale ironia, ma soprattutto la grande generosità hanno contraddistinto tutta l’attività di Torri, che si è svota nel corso di una lunga vita: dagli anni ’50, quando nella città dove era nato, ventenne, ha diretto il Centro Universitario Cinematografico Genovese, fino all’altro ieri, quando drammatici e dolorosi eventi familiari e la malattia hanno silenziato la sua voce.
Sono moltissime le persone che devono qualcosa a Torri, sia in patria, che all’estero. Come fondatore, insieme a Lino Miccichè, nel 1965 della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, Torri ha fatto conoscere Italia, ma anche nel resto del mondo, autori e cinematografie del tutto ignote, capaci di segnare e a volte rivoluzionare le vicende cinematografiche degli ultimi cinquant’anni. Come dirigente del cinema pubblico, dapprima direttore della programmazione dell’Ente Autonomo di Gestione Cinema e successivamente direttore generale del Luce, Torri ha praticato una politica culturale finalizzata a favorire il ricambio generazionale e l’approdo nell’industria di nuovi, giovani autori.
Ma ancora più delle capacità dell’intellettuale, resta in ricordo e in eredità lo spessore umano della persona: Torri non ha mai cercato la ribalta, non ha approfitto di incarichi per trarne tornaconto personale. Ha sempre dato spazio alla squadra che, di volta in volta, lo affiancava. Era solito a trattare nello stesso modo, con sentimenti di autentico rispetto, sia i più grandi autori, con molti dei quali era in rapporti di fraterna amicizia, sia i più sconosciuti colleghi. In questo senso, Torri è stato un maestro e un signore che, oggi, definiremmo d’altri tempi.
A dovergli molto sono in particolare i soci del SNCCI. Insieme ad un piccolo gruppo di colleghi, nel 1971, Bruno Torri è stato fra i fondatori dell’associazione e ha sempre partecipato alacremente a tutte le sue attività. Per più di dieci anni ne è stato anche il presidente, impegnandosi in un momento di particolare difficoltà del sindacato, ovvero risolvendo una serie di problematiche che ne avevano messo in pericolo perfino la sopravvivenza.
Tutti coloro che ne hanno un ricordo non possono non provare sentimenti di rimpianto, affetto e gratitudine.
di Franco Montini