2 cuori e 2 capanne
La recensione di 2 cuori e 2 capanne, di Massimiliano Bruno, a cura di Gianlorenzo Franzì.
Parte (quasi) sempre tutto dal titolo: nel film n.11 di Massimiliano Bruno è proprio così, con quel 2 ripetuto due volte. Edoardo Leo proprio nell’incipit del film, quasi sui titoli di coda, fa un discorso sul “noi/voi”, sulla contrapposizione, sulle generalizzazioni, sulla polarizzazione delle idee.
Come già Viva l’Italia era uno degli esempi più vivi della capacità del regista di fotografare il disordine ideologico del nuovo secolo, 2 Cuori e 2 Capanne affronta di petto la stessa situazione con la declinazione però dei rapporti di coppia: perché con il linguaggio della rom-com affronta temi caldissimi (e molto scivolosi) come l’amore all’ombra del patriarcato e del femminismo, la genitorialità consapevole, e soprattutto l’autodeterminazione personale, sessuale e affettiva. Giocando inoltre in un campo minato come quello della scuola, dove fare autogol dipingendo i ragazzi come una massa informe è facilissimo.
Bruno (in sceneggiatura con Damiano Bruè, Lisa Riccardi e Andrea Bassi) ha il dono innegabile di una scrittura fresca e coinvolgente e di saper raccontare storie che hanno il dono della naturalezza, della contemporaneità: il suo nuovo film non fa eccezione, e anzi proprio per la materia incandescente che decide di affrontare è ancora più attento a schivare i colpi dell’opera a tema.
2 Cuori e 2 Capanne ovviamente alla fine “pende” per il personaggio femminile, ma poco importa visto che sia la descrizione che il confronto delle due vite sono impietosi e realistici: dopo una partenza serrata e accattivante il regista romano dirige una storia dai toni morbidi che alterna commedia, romanticismo e piccole dosi di malinconia riuscendo ad offrire3 una panoramica dettagliata soprattutto della confusione emotiva che descrive bene la nostra caotica attualità. Non solo guerra tra sessi, anzi niente “guerra” ma tanti confronti, mentre sullo sfondo la scuola con le sue inside descrive un panorama colorato e mutaforma.
E a proposito di attori. Quella di Bruno è quasi una factory, nel senso di punto di ritrovo (ideologico prima e professionale poi) di interpreti e registi dallo sguardo affine e dagli orizzonti simili. Se Edoardo Leo è tra i componenti storici, Claudia Pandolfi è una impetuosa new entry: le loro sono due prove maiuscole, con lei che riesce a dare quasi fuoco alla sua Alessandra, alternando momenti di incredibile leggerezza a sequenze intensissime.
2 Cuori e 2 Capanne sembra aver fatto tornare Massimiliano alle sue vette di ispirazione più alte. Come Gli Ultimi Saranno Ultimi o Nessuno Mi Può Giudicare, commedie che sanno graffiare senza essere ricorrere all’iperbole anzi trovando il grimaldello della denuncia sociale nella semplicità di un sorriso intelligente.
di Gianlorenzo Franzì