Il Cinema Ritrovato 2026: un resoconto

Il Cinema Ritrovato (20-28 giugno 2026) ha raggiunto la quarantesima edizione. Una meritata longevità per un festival che ogni anno attira professionisti del settore e cinefili da ogni parte del mondo. Ogni anno un flusso d’immagini (di ogni latitudine temporale e geografica) riempie la programmazione di nove giorni e avvolge e coinvolge gli spettatori, curiosi di vedere nuove scoperte oppure rivedere sul grande schermo (in lingua originale e in copia restaurata) un classico del cinema o un Guilty Pleasure filmico.

Quell’ XL romano, però, ironicamente si riferisce anche ad Extra Large, una misura giusta (e probabilmente stretta) per descrivere la portata e l’elasticità della kermesse. Però non soltanto film (ben 540), ma anche svariati incontri con il pubblico (Wim Wenders, Kleber Mendonça Filho, Carlo Verdone, Isabella Rossellini, Marco Bellocchio) e l’usuale mercatino (libri e memorabilia) dentro la Biblioteca Renzo Renzi. Tra i libri in vendita, da menzionare anche la presentazione del quarto volume de L’avventurosa storia del cinema italiano, curata da Franca Faldini e Goffredo Fofi. Una sospirata conclusione che si attendeva da tempo.

La mastodontica programmazione di quest’anno ha offerto, come nelle edizioni precedenti, delle vere e proprie preziosità filmiche. La prima, poiché per decenni attesa, la versione restaurata e director’s cut de I diavoli (The Devils, 1971) di Ken Russell, con il ripristino di alcune sequenze censurate. Oppure la versione restaurata – e in lingua originale – di Frankenstein Junior (1974) di Mel Brooks, proprio nel giorno del suo centesimo compleanno (28 giugno).  

Tra le moltissime altre proiezioni, vanno anche menzionate le mini retrospettive, tra riscoperte e spunti di ricerca: Juan Antonio Bardem: ¡no pasaran! “Addio del passato” modernità di Luchino Visconti; Barbara Stanwyck tutto quel che desideri; Un colpo di fortuna alla riscoperta di Mitchell Leisen; Joséphine Baker donna del rinascimento.

Nell’impetuoso flusso di film, in ordine sparso di citazione, il fluviale dittico Karl e Kristina (Utvandrarna, 1971) e La nuova terra (Nybyggarna, 1972) di Jan Troell; Gloria (What Price Glory, 1926) di Raoul Walsh; la versione restaurata di Bianco, rosso e verdone (1981) di Carlo Verdone; Brian di Nazareth (Monty Phyton’s Life of Brian, 1979) di Terry Jones; i cortometraggi Vita da cani (A Dog’s Life, 1918) e Charlot soldato (Shoulder Arms, 1918) ambedue di Charlie Chaplin; Estate in città (Summer in the City, 1969-1971) di Wim Wenders; Orson Welles – The One Man Band Show (1995) di Oja Kodar e Vassili Silovic; Alice non abita qui (Alice Doesn’t Live Here Anymore, 1974) e New York New York (1977) ambedue di Martin Scorsese; L’incidente (Accident, 1967) di Joseph Losey.  


di Roberto Baldassarre
Condividi