Pasquale Squitieri. Il vizio della Libertà

La recensione di Pasquale Squitieri. Il vizio della LIbertà, di Ottavia Fusco Squitieri, a cura di Ignazio Senatore.

Pasquale Squitieri è stato uno dei cineasti più controversi del cinema italiano. A rendergli omaggio è Ottavia Fusco Squitieri, l’ultima moglie del regista, con il documentario Pasquale Squiitieri: il vizio della libertà, presentato il 15 ottobre alla Festa di Roma. Nato nella Sanità, nel novembre del 1938, sin da giovane, Squitieri si muove, tra cinema e teatro. Il suo esordio sul grande schermo è grazie a Vittorio De Sica che, con due milioni, finanzia, nel 1970, Io e Dio, film che narra l’amore tra un prete e una ragazza.

Dopo aver diretto due western Django sfida Sartana e La vendetta è un piatto che si serve freddo, firmati come William Redford, Squitieri attira l’interesse di critica e pubblico con Camorra. Seguono, poi, I guappi, dove conosce Claudia Cardinale, che sposa in seconde nozze. Regista irregolare, unisce la passione civile con quella di un cinema popolare. Tra i suoi film, spiccano, infatti, Il prefetto di ferro e Li chiamavano briganti, dove propone, in chiave meridionalista, una rilettura critica del Risorgimento. A rimarcare il suo carattere fumantino, la stessa Fusco, ricorda che Squitieri ripeteva: “Ho sposato una piemontese, ma prima di morire devo uccidere un Savoia.”

Tante le polemiche scatenate, poi, con il film Claretta, ispirato a Claretta Petacci, l’amante del Duce, figura storica ingombrante. La Fusco impreziosisce il doc con le interviste allo stesso Squitieri e con dei filmati di repertorio. Tra gli intervistati, “i napoletani” Nicola Squitieri, fratello minore del regista, Lina Sastri, Maurizio Marinella, Valerio Caprara, Gigi Marzullo e Marco Chiappetta. Franco Nero, Fabio Testi e Enrico Lo Verso, ricordano, invece, come Squitieri amasse il proprio lavoro e riuscisse sul set, a ottenere il massimo dagli attori. Dalle diverse testimonianze emerge il ritratto di un uomo schietto e sanguigno, al di fuori dagli steccati e di ogni etichetta. Libero pensatore, dopo aver politicamente mosso i primi passi con Lotta Continua, fu eletto senatore con Alleanza Nazionale. Passò poi al Polo delle Libertà, ma non fu eletto, e, infine, militò nel Partito Radicale Transnazionale.

Il doc propone anche diverse riflessioni dello stesso Squitieri sul cinema e segna, probabilmente, il primo passo per una rivalutazione critica dei film del regista napoletano, troppo spesso penalizzati alla luce del carattere spigoloso e esplosivo del regista.


di Ignazio Senatore
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