Filmlovers!

La recensione di Filmlovers!, di Arnaud Desplechin, a cura di Gianlorenzo Franzì.

Come si guarda un film?
Cosa si guarda, in un film?
Come ti guarda, un film?

Tre domande apparentemente banali ma che racchiudono l’essenza del cinema come arte: alle quali risponde Filmlovers!, vero e proprio atto d’amore di Desplechin che sta a metà strada tra fiction e saggio per immagini.

Partendo da un’altra domanda che è poi la base per studiare il cinema in qualunque università: cosa succede alla realtà nel momento in cui la proietti su uno schermo?

Ha provato a rispondere ovviamente anche Andrè Bazìn, insieme a tutto il cinema francese: e nella declinazione di Desplechin si va oltre la registrazione su pellicola per sottolineare come è nel momento della ri-produzione su schermo che la realtà viene appunto ri-creata (cit., Stanley Cavell).

Interviste, ricostruzioni, documenti, tutto il materiale contribuisce a studiare, a capire come il guardarsi sia una forma di relazione, una vera e propria educazione sentimentale: che è poi il percorso di Paul -una sorta di protagonista, di alter ego, un po’ a là Antoine Doinel- fin da quando va con la nonna e la sorellina a vedere Fantomas 70.

La risposta emotiva a quasi tutte le domande resta questa: “Perché quando vado al cinema ho la sensazione di ricordare la mia vita?”, “perché se vai al cinema è la tua vita. E i film che guardi diventano parte di essa”. In questo scarto, in questo passaggio fondamentale, Filmlovers! si trasforma, abilmente e ineluttabilmente scivola dall’essere un saggio sul cinema in un film di memorie, reali o immaginarie non importa. Tra le righe, la composizione d’amore di Desplechin è un racconto di formazione in cui si affrontano le proprie paure, anche quelle più stratificate, e le proprie ossessioni, anche le più difficili.

Se non è un manuale per l’uso, poco ci manca: Filmlovers! forse alla fine non risponde, specificamente, alle domande come vorremmo o come pensiamo, ma sicuramente dà un suggerimento su come vivere e come usare il cinema per vivere meglio.  


di Gianlorenzo Franzì
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