Udine capitale del cinema asiatico
Un resoconto a cura di Davide Magnisi.
La 28a edizione del Far East Film Festival conferma la qualità e il successo della manifestazione
Il Far East Film Festival, giunto alla sua 28a edizione, si dimostra ancora una volta un entusiasmante appuntamento per chi ama non solo il cinema orientale, ma il cinema nella sua essenza di arte spettacolare, insieme popolare e raffinatissima, veicolo di storie e di Storia, capace di far riflettere, piangere, emozionare, gioire, divertire.
Il Festival si distingue per la sua scelta di mostrare al pubblico italiano e internazionale il cinema di successo in Estremo Oriente, non solo le pellicole da Festival degli autori più conclamati e riconosciuti, ma proprio i film che più si guardano in Cina, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Hong Kong, Indonesia, Malesia, Singapore, Taiwan, Thailandia, Vietnam. Perle assolute, rarità altrimenti invisibili nel nostro Paese, ma anche film più commerciali che disegnano il gusto di quei Paesi, permettendo scoperte sorprendenti.
Un appuntamento internazionale che cresce di anno in anno e ha creato intorno a sé una straordinaria comunità di cinefili, appassionati d’Oriente, spettatori curiosi di guardare un altro mondo così lontano, così vicino.
Dal 24 aprile al 2 maggio sono stati nove giorni in cui il pubblico ha letteralmente affollato il Teatro Nuovo e il cinema Visionario, partecipando a una specie di rito, fatto di immagini, narrazioni, musiche, cibo, volti e parole che hanno aperti nuovi orizzonti.
I numeri parlano da soli, ma non possono render conto dell’esserci a una manifestazione così coinvolgente: 70 mila spettatori, 3241 ospiti e oltre 2000 accreditati. Il Far East Film Festival ha mostrato a Udine 75 film, con 8 anteprime mondiali e 21 europee da 12 Paesi. Ha portato sul palco tre ospiti eccezionali, premiati con il Gelso d’Oro. Il 25 aprile, l’eccezionale attore giapponese Yakusho Koji, scoperto dal grande pubblico internazionale come protagonista di Perfect Days (2023) di Wim Wenders (presente a Udine per l’evento), ma da decenni uno degli interpreti di punta del cinema giapponese, con titoli memorabili, alcuni dei quali si sono visti al Far East Film Festival. L’1 maggio è stata la volta dell’intensa attrice cinese Fan Bingbing, anche cantante e modella (nel 2017 «Time» l’ha inserita nella lista delle 100 persone più influenti del mondo, con all’attivo decine di titoli in patria e qualche incursione nel cinema americano), che ha incantato tutti con la sua grazia e bellezza, facendo riflettere sulle possibilità interpretative quando gli anni passano, soprattutto per una donna. Il 2 maggio, invece, è salito alla ribalta il leggendario Yuen Woo-ping, il quale, dopo aver conquistato il pubblico di Hong Kong con film come Drunken Master (che ha consacrato definitivamente il talento comico e marziale di Jackie Chan) o Iron Monkey, ha ridefinito coreograficamente il cinema d’azione americano con le scene di lotta della trilogia Matrix (Lana e Lilly Wachowski), e i due Kill Billdi Quentin Tarantino, per non parlare di La tigre e il dragone (Ang Lee) o The Grandmasterdi Wong Kar-wai, consacrandosi con uno stile inconfondibile, in cui le arti marziali si trasfigurano in pura esperienza visiva.
I premi della 28° edizione del Far East Film Festival
I voti degli spettatori, giudici dei titoli in concorso fin dalla prima edizione nel 1999, hanno determinato il podio 2026. Il pubblico ha incoronato con il Mulberry Audience Award a Fujiko di Kimura Taichi, dramma onirico sull’emancipazione femminile. Al secondo posto The Seoul Guardians di Kim Jong-woo, Kim Shin-wan e Cho Chul-young, cronaca in diretta di un colpo di Stato. Al terzo posto, ex aequo, quattro titoli: Blades of the Guardians: Wind Rises in the Desert di Yuen Woo-ping, My Name di Chung Ji-young, Tunnels: Sun in the Dark di Bui Thac Chuyen e The King’s Warden di Chang Hang-jun.
La giuria della sezione opere prime ha invece premiato Unidentified Murder di Kwok Ka-hei e Jack Lee, mentre quella per la miglior sceneggiatura Tunnels: Sun in the Dark di Bui Thac Chuyen, sorprendente film sulla guerra del Vietnam raccontata dalla parte dei vietcong.
Visibilmente soddisfatti i due storici organizzatori del Far East Film Festival, Thomas Bertacche e Sabrina Baracetti: «Numeri solidi, entusiasmo diffuso e una sensazione condivisa: il Festival ha raggiunto un equilibrio maturo tra qualità cinematografica, partecipazione popolare e impatto sul territorio». Adesso non resta che segnare sul calendario le date della 29a edizione: appuntamento a Udine dal 23 aprile al 1 maggio 2027.
di Davide Magnisi