Crime 101 – La strada del crimine
La recensione di Crime 101 - La strada del crimine, di Bart Layton, a cura di Francesco Di Brigidia.
Alla visione si presenta scorrevole l’heist movie Crime 101 – La strada del crimine, del britannico Bart Layton, già autore del buon American Animals, dal quale porta con sé ancora una volta quella faccia da schiaffi di Barry Keoghan nei panni del villain, il rapinatore motociclista dai modi pericolosi affiliato al basista Nick Nolte, e verrà aizzato contro il protagonista, più tecnologico elegante e meticoloso, ma soprattutto con un codice da ladro gentiluomo. Lo interpreta Chris Hemsworth, un attore che in questi ruoli ha già dimostrato valore, come in Blackhat di Michael Mann. Thor che vai, Hulk che trovi, la buona sorte e la produzione hanno voluto che il poliziotto assegnato a una serie d’ingenti e spettacolari furti di gioielli spettasse proprio a Mark Ruffalo. Uno perfetto per il ruolo di segugio positivo e non convenzionale. Il suo è uno sbirro buono con il cervello fino e la vita stropicciata anche se, da Povere creature!, ha iniziato anche lui un bel cammino tra i ruoli da cattivo.
Al loro fianco anche Jennifer Jason Leigh, e Monica Barbaro, rispettivamente moglie in rotta del poliziotto Ruffalo e flirt per il ladro Hemsworth. In particolare la seconda, offre un’ottima performance recitativa in un ruolo apparentemente banale, lavorato invece con ottime sfumature di energia. In più oltre a Nolte fa il suo ritorno un altro Premio Oscar, Halle Berry. Il suo character è un’immobiliarista luxury per una compagnia di squali, e porterà in scena certi soprusi subiti in un ambiente di lavoro maschiocentrico. Spezia utile a pescare dal grande flusso del cinema i tempi che corrono nel 2026.
Partendo dal racconto di Don Winslow, la struttura drammaturgica ricorda non poco Heat, quella famosa sfida tra Pacino e DeNiro. Sempre diretta da Michael Mann, peraltro. E sempre tratto da un’opera letteraria di Winslow. Qui le tinte, molto meno fosche, avvolgono un pastiche d’intrattenimento ben congegnato, ma sempre piuttosto fuori da territori disturbanti. Non ci sono troppe emozioni forti senza il personaggio di Keoghan e le sue impennate, perciò ad un’osservazione più attenta ci si ritrova nella scomoda posizione di un “thriller solare” potremmo dire, con tutti i pro e i contro dovuti a questa contraddizione. Per il suo mood molto più morbido di Heat si potrebbe accostare anche a Baby Driver di Edgar Right. Resta dunque un film mediamente godibile e con ottime possibilità di vendita su piccolo schermo Crime 101 – La strada del crimine, a fronte di un budget di 90 milioni di dollari ne ha incassati infatti una trentina durante la prima settimana di programmazione, dal 12 febbraio.
di Francesco Di Brigida